Sapete chi è Ambrogio Beccaria? E’ uno dei navigatori oceanici italiani più conosciuti del momento. Ha solo trent’anni ma ha già sfidato il mare tante volte con grandi successi. Ci siamo conosciuti tempo fa, proprio come il mio impatto con la vela oceanica. Si crea l’opportunità lavorativa per me di raggiungere Saint Malo, in Bretagna, nel nord ovest della Francia, per seguire come inviata di SkySport, le imprese in un giovane talento: Ambrogio Beccaria. Di lui avevo solo sentito parlare. L’incontro avviene giusto al porto di Saint Malo, il giorno prima della sua partenza con il suo Class40 ‘AllaGrande Pirelli’ per la Route du Rhum: regata transatlantica in solitario senza scali e senza assistenza. Previsioni meteo pessime e tensione alle stelle. Faccio un salto nel pozzetto chiacchieriamo un po’ e alla fine l’intervista dura un’ora. Prima di preoccuparmi che quell’intervista di un’ora la dovrò tagliare e ridurre a poco meno di dieci minuti, realizzo di aver avuto un incontro meraviglioso scoprendo un’anima non solo talentuosa ma di una sensibilità incredibile che con le sue metafore sull’oceano va volare i miei pensieri.
Poi c’è stato il viaggio a Le Havre, in Normandia sempre con SkySport per seguire l’avventura di Ambrogio Beccaria con Thomas Andrieu alla Transat Jacques Vabreche poi ha vinto, confermando il suo talento. Poi molte altre occasioni anche a Milano fino alla partenza del nuovo progetto con AllaGrande Mapei verso l’Ocean Race Europe, un giro d’Europa a bordo di un Imoca 60 con arrivo a Boka Bay, in Montenegro. Un progetto ancora più importante con una barca molto più grande (diciotto metri circa) ed un albero di 30 metri…
Partita da Kiel, in Germania, il 10 agosto, la competizione ha messo alla prova la flotta degli IMOCA 60, sette team con un equipaggio misto di quattro persone a bordo di imbarcazioni tecnologiche lunghe 18 metri, tra le più veloci al mondo. Conoscere il progetto e tutti gli attori coinvolti è stato il primo passo per mettere insieme tutti i pezzetti del puzzle e creare il quadro completo di un’avventura da ‘più grande’ per il navigatore oceanico Ambrogio Beccaria nel ruolo di skipper di AllaGrande Mapei Racing con Thomas Ruyant con cui a breve partirà ad ottobre per la Transat cafè l’Or. Ho incontrato Ambrogio e tutto il team (tra cui la prima sostenitrice del progetto Simona Giorgetta, membro del Cda Mapei) a ‘la Base’ a Lorient a fine luglio dove ho cominciato a dare uno sguardo alla braca, ancora in cantiere, alle prese con una riparazione ‘lampo’ per un problema al piede dell’albero.

L’impatto con Lorient è particolare, non a caso esiste la Citè de la Voile. Si vive per questo sport, non appena è possibile si esce con un Optimist od un Laser fin da bambini: è soprattutto il quartier generale di chi fa questo di lavoro ed Ambrogio Beccaria ci vive da molti anni. L’hangar dove coesistono molti team diversi è una vecchia base di sottomarini dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale ed anche solo l’impatto visivo è molto particolare ed affascinante.

“Mai smettere di pedalare” è oggi il modo di AllaGrande Mapeiche ha affrontato questa prima avventura nell’Ocean Race Europe con diverse difficoltà a partire dall’incidente alla partenza della prima tappa che ha costretto il team al ritiro. Nonostante le difficoltà hanno saputo difendersi conquistando anche la vittoria nella terza tappa con arrivo a Genova, la città che per Ambrogio per diversi motivi è stata casa per molti anni. Un’occasione per incontrarlo di nuovo proprio al Porto Antico di Genova, unica tappa italiana di questa edizione dell’Ocean Race Europe. Sullo sfondo restano nuove sfide, quella più a breve termine ad ottobre e poi quella più grande: la Vendèè Globe 2028.
