La prima Ferrari degli oceani: Hypersail si svela

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Francesca Piantanida

La prima #Ferrari degli oceaniprima di andare in acqua fa capolino.

Dove ? AMilano, #Ferrari Flagship store. Si cambia la location. Non più Maranello. Questa volta la città della moda, appena dietro il Duomo, nella settimana del design per parlare ancora di Ferrari, #Hypersaile per scoprire qualcosa di più: la livrea prima di volare in #oceano.

Un’occasione unica che non potevo perdermi dopo aver vissuto il lancio del progetto a giugno 2025 del monoscafo volante di cento piedi che sta progressivamente prendendo vita alla ricerca della prestazione ma anche della bellezza.

Il rosso corsaè  per tradizione il colore dell’Italia nelle competizioni automobilistiche ed adottato da Ferrari dalle origini ma quando si parla di vela oceanica e del progetto più avvenieristico ed ambizioso del momento su scala mondiale bisogna pensare al colore giallo.

Per meglio dire ‘nuovo giallo fly’ (secondo colore più importante in casa Ferrari che ricorda il giallo Modena e del logo del Cavallino Rampante) scelto insieme con il grigio delle componenti di carbonio per la livrea di Ferrari Hypersail,

Tra le curiosità ne esiste proprio una legata al Il ‘giallo Fly’,  adottato per la prima volta su una 275 GTB, la prima Ferrari gialla della storia, dando vita a una tonalità destinata a diventare leggenda. Nel caso di Hypersail, il giallo Fly, trova una connessione naturale nella parola “fly” con la specificità di questa  imbarcazione: volare sull’acqua.

Un’occasione per mettere in primo piano il lavoro portato avanti dal Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni, Chief Design Officer a stretto contatto con il team di ingegneri Ferrari Matteo Lanzavecchia e Marco Guglielmo Ribigini e l’architetto navale Guillaume Verdier per tradurre vincoli aerodinamici, idrodinamici e strutturali in opportunità estetiche.

Presente nello store il primo modellino visibile al pubblico della super barca volante dotata di foil di cui avevamo sentito parlare solo attraverso disegni e render intuitivi del progetto guidato da Giovanni Soldini ed ora passato nelle mani del nuovo project leader, il giovane Enrico Voltolini entusiasta: “Una barca così non esisteva”.

Chi è Enrico Voltolini? Nemmeno quarantenne, cresciuto nel mondo della vela con le esperienze più recenti tra Coppa America con Luna Rossa ed il team italiano nel SailGp,  rappresenta il prototipo moderno di manager ed allo stesso tempo atleta ed oggi ricopre il ruolo ufficiale di capoprogetto di Ferrari Hypersail affiancato da un grande team dove a capo della comunicazione c’è una donna: Veronica Bottasini con Pietro Marano.

Presto sarà fortemente impegnato nei primi test strutturali di un’imbarcazione che non ha precedenti. Ferrari Hypersail è un monoscafo in carbonio di trentatrè metri, con pannelli solari, con un peso che tocca le quaranta tonnellate e potrebbe toccare i cinquanta nodi. Un ‘unicuum’ mai visto prima tra combinazioni di elementi del mondo della Coppa America ( soprattutto degli AC75) e del mondo oceanico e della classe Imoca.

Un’occasione unica a Milano per incontrare parte del team coinvolto nel progetto e per ammirare il design della barca la cui silhouette affusolata evoca la purezza delle proporzioni della Ferrari Monza SP1/SP” mentre l’esterno del coachroof sulla coperta richiama l’architettura della Hypercar 499P, protagonista a LeMans. Il colore scelto porta con sé un patrimonio narrativo molto interessante perché nasce da un’intuizione di Fiamma Breschi, amica di Enzo Ferrari e vedova del pilota Luigi Musso, conosciuto per il casco distintivo di colore giallo.

Il linguaggio estetico della casa di Maranello incontra la tecnologia e ciò che colpisce sono i cento metri quadrati di pannelli solari fondamentali per la sostenibilità(energia recuperata da fonti rinnovabili come il vento, il sole  ed il movimento) ed efficienza della barca perfettamente integrati nella coperta e nelle murate.

Cruciale sarà scegliere anche il momento perfetto per la partenza per la prima sfida sportiva di Ferrari Hypersail che ambirà, ci immaginiamo, a sbriciolare record del mondo. Ma dovremo aspettare sicuramente almeno il prossimo anno, il 2027.


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