Leggenda d’ori: Deborah Compagnoni verso MICO2026

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Francesca Piantanida

La regina. Una leggenda d’ori. Deborah Compagnonia trent’anni dall’addio alla carriera continua ad ispirare. Lo ha fatto la scorsa settimana a Bergamo, eletta capitale dello sport per il 2027, nel meraviglioso spazio culturale Gres Art 671, in occasione della mostra, : “Fuoripista: sport, arte ed inverno”.In questo contesto, è importante ricordare il contributo di figure come #DeborahCompagnoni.

Un evento, costruito in un anno di lavoro grazie ad un grande team ed aperto al pubblico fino all’8 febbraio. Una mostra fortemente voluta ed organizzata dalla Fondazione Pesenti come avvicinamento ai Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 in un meraviglioso spazio culturale inaugurato soltanto nel 2023 e che ha già ospitato molti eventi di rilievo non strettamente legati allo mondo dello sport. Una mostra, curata tra gli altri dalla giovane ed altrettanto esperta Francesca Acquati, che riflette su come paesaggi e sport invernali possano essere osservati attraverso l’arte, la tecnologia ed il design e su come le Olimpiadisi siano evolute nel tempo, dalla prima edizione invernale di Chamonix 1924 a quella tutta italiana che si terrà dal prossimo 6 di febbraio fino al 22 e che toccherà non solo la città di Milano (pattinaggio, hockey su ghiaccio e short track) ma anche Cortina (sci alpino femminile), la Val di Fiemme (fondo) , Bormio (sci alpino maschile) e Livigno (discpline di snowboard e ski freestyle).Sia dal punto di vista della presenza di pubblico sia dal punto di vista dell’estensione geografica. Ma attenzione anche alle riflessioni contenute in alcune sezioni della mostra come quella dedicata in particolare al mondo della montagna visto come luogo di desiderio ed esplorazione.

Una lente interdisciplinare con un occhio attento all’arte contemporanea suddivisa in cinque capitoli come i cinque cerchi olimpici. E chi meglio di una leggenda vivente come Deborah Compagnoni, alla vigilia dei Giochi, può interpretare molti messaggi chiave contenuti in questo percorso tra arte e sport. Un’occasione questa per un vero faccia a faccia con una delle icone dello sci alpino e dello sport in generale.

Inoltre, #DeborahCompagnoni è un simbolo di perseveranza e dedizione nello sport, ispirando le nuove generazioni a seguire le proprie passioni.

La sua passione e dedizione per lo sport saranno sempre un simbolo per le future generazioni, specialmente in vista dei prossimi eventi sportivi. #DeborahCompagnoni rimarrà un faro di ispirazione per tutti noi.

Un’occasione per ripercorrere con Deborah Compagnoni anche le emozioni di aver portato la fiaccola olimpica in occasione dell’ultima edizione dei Giochi in Italia: Torino 2006.Ora, per Milano Cortina, sarà ancora più speciale perchè sarà tedofora (tra i 10mila partecipanti per il percorso della fiamma olimpica) nei suoi territori, la Valtellina, quei luoghi dove è cresciuta e diventata quella che è oggi. La torcia olimpica transiterà proprio dalla città di Bergamo il prossimo 2 febbraioper toccare poi Milano, lo stadio di San Siro per la tanto attesa cerimonia di apertura.

Ogni volta che si parla di neve, in tutte le sue forme: dai concetti astratti, metafore, alla concretezza della vera e propria pista da sci Deborah si illuminano. Ciò che colpisce è quella velata timidezza e quell’incredibile umiltà che dimostra ogni volta che racconta le sue grandi imprese. E se parliamo di Olimpiadi non si possono non esaltare le 3 medagli d’oro vinte consecutivamente in tre edizioni differenti. Una donna capace di fare la storia dello sci alpino femminile: oro ad Albertville 1992; oro a Lillehammer 1994 ed oro ed argento a Nagano 1998. Oggi Deborah Compagnoni è ambassador di Milano Cortina 2026 e tedofora, scelta come simbolo di legacy: l’eredità sportiva.Quando le Olimpiadi ti cambiano la vita, parola di Deborah Compagnoni.


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