Il viaggio a New York ha toccato il mio cuore di appassionata di sport ma anche come professionista. Ho sentito scariche di adrenalina attraversarmi il corpo e toccarmi il cuore. Il tifo degli europei e la squadra europea ha lasciato un segno. Non posso dimenticare l’emozione del #RyderCup.
Quante Ryder Cup ho raccontato in carriera? La prima, sul campo, nel 2010 al Celtic Manor, in Galles. Un aneddoto? Immersa nel fango, inviata di una tv minore e con un cameraman speciale..il mio papà! Di tempo ne è passato e questo settembre 2025 resterà nella mia memoria per sempre. Da giornalista ed appassionata, ho vissuto letteralmente un sogno. Ho trascorso un weekend con l’Official Supplier di Team Europa (Loro Piana) a New York potendo seguire con un occhio privilegiato la 45^esima edizione della Ryder Cup, uno degli eventi sportivi più seguiti e spettacolari al mondo. Dal centro di Manhattan, alloggiando al meraviglioso Waldorf Astoria di Park Avenue, ho raggiunto tutti i giorni il campo del Bethpage Black di Farmingdale, Long Island in elicottero da un eliporto privato gestito da ‘Blade’. Non dimenticherò mai l’atmosfera del #RyderCup.

Un paesaggio magnifico dall’alto. Si ammirano i grattacieli di NY, l’Hudson e poi in meno di 20 minuti si atterra nella landing zone del Red Course del Bethpage. L’ho fatto più di una volta in questo weekend unico. Eccolo lì subito a dominare l’entrata il celebre cartello: “ The Bethpage Course in an extremely difficult course which we reccomend only for highed skilled golfers”. Poi l’attesa per i golf carts guidati dai volontari dell’evento (in totale circa 4000) che ci hanno traghettato fino al vero e proprio ingresso al campo dove si legge: “Welcome to the Ryder Cup”. Con i colori dell’alba è tutto ancora più poetico. Cinquantamila persone al giorno per seguire la Ryder Cup. Una muraglia di persone attorno alle buche e l’arrivo il venerdì pomeriggio, all’apertura dei fourballs, del Presidente Donald Trump: la prima volta di un Capo di Stato alla Ryder Cup. È stato un evento memorabile, un’esperienza indimenticabile al #RyderCup.

Contagiata dal tifo e dai cori da stadio del pubblico, ho seguito ‘inside the ropes’ alcuni match in campo praticamente accanto ai giocatori. Come il fourball Harris-Morikawa contro Fleetwood-Mcilory. Accanto a me una star americana, l’ex pitcher degli Yankess CC Sabathia. La Ryder Cup si vive sul campo da spettatori e che spettatori. Molti tifosi si sono distinti per travestimenti stravaganti con cappelli dei più disparati (Make Europe Great Again) e t shirt con dediche ai giocatori (In Aberg we trust). Ho raccolto una gallery di foto pazzesche. Sono stata in campo pratica ed ho persino parlato con uno dei vice capitani: Chicco Molinari. La sera ho cenato in locali magnifici. Per non parlare della ‘gala dinner’ alla Frick Collection, museo nel centro di NY, riaperto lo scorso aprile con visita privata tra i quadri più belli al mondo di Vermeer, Goya, Van Dick e Bellini..e con Jeremy Strong. Proprio lui una delle star della mia serie tvpreferita: “Succession!”. Tutte le storie e la photo gallery la trovate sul mio profilo Instagram.

Sportivamente ho tifato con tutta me stessa la squadra europea che si è saputa distinguere per ‘resilienza’ ed è stata capace di amministrare l’ostilità degli americani vincendo in casa degli Stati Uniti dopo il trionfo di due anni fa in Italia, a Roma, al Marco Simone. I mie occhi sono ancora pieni di emozione per questa esperienza unica!
